Venerdì 24/11 – 18h00 – Il Paese delle Figlie: una lettura scenica di Replicante teatro

Tipo di evento:

Data: 24/11/2017 18:00 - 20:00


IL PAESE delle FIGLIE
una lettura scenica di Replicante teatro

da “Il paese delle donne” di Yang Erche Namu in collaborazione con l’antropologa Christine Mathieu

di e con Barbara Caviglia e Andrea Damarco / Replicante teatro

Venerdì 24/11 – 18h00: In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, l’Espace ospita Replicante Teatro.

L’ingresso è libero e gratuito e dopo si può cenare a prezzi popolari.

https://www.facebook.com/replicanteteatro/

“Da tempo ho capito che la mia vita sarebbe stata un vita diversa.
Sia durante la fanciullezza nel mio villaggio, sia nei miei viaggi a
Shangai, Pechino e più tardi in America e in Europa, ho sempre avuto la
consapevolezza di essere differente, e sapevo di portare con me un
tesoro, quello della mia nascita nel Paese delle Donne, anzi, nel Paese
delle Figlie.
Sebbene io abbia scelto di guadagnarmi da vivere soprattutto nel
mondo occidentale, devo riconoscere che soltanto la mia terra è in
grado di darmi quella pace interiore che so di non poter trovare da
nessun’altra parte del mondo. (…)
Dopo qualche tempo ora sono venuta a trovare mia madre, e seduta
accanto al focolare sto rileggendo il manoscritto definitivo del mio
libro. (…)
Dalla finestra scorgo mia madre che dà da mangiare alla scrofa,
accarezzandola: il suo volto è dolce, delicato.
Dico a me stessa che la mia Ama ha raggiunto un’armonia interiore, e
proprio in quell’attimo lei si gira a guardarsi dietro le spalle come se
potesse udire i miei pensieri. Poi,quando i nostri sguardi si incrociano,
mi sorride ed è come se io venissi colpita da una palla di fuoco.
Da tempo mi sono accorta che è il mio passato a creare il mio presente.
(…) “

Yang Erche Namu

Il paese delle donne è quello del popolo Moso, un piccolo fazzoletto di terra cinese ai piedi
dell’Himalaya. I cinesi chiamano quella zona isolata ‘Il Paese delle figlie’. La storia racconta di questa società
matriarcale, facendola risalire ufficialmente al VI secolo, ma, probabilmente, la sua esistenza risale a molto
tempo prima. I Moso praticano ancora oggi le loro antiche tradizioni, nonostante i loro usi possano sembrare
“insoliti” al resto del mondo. La loro è, appunto, una civiltà fondata sul matriarcato: i Moso non conoscono
né padri né mariti e, anzi, non possiedono nemmeno le parole per designarli.
Le madri sono il capo del nucleo familiare. I maschi adulti e le figlie femmine nascono, crescono e restano
nella casa di famiglia con le madri. I bambini sono allevati dalle madri in una situazione di famiglia allargata
che comprende zie e zii, cugini e cugine, e naturalmente, la nonna. I bambini prendono i nomi dalle madri e
l’asse ereditario è esclusivamente femminile. Non esiste il vincolo di matrimonio e il loro vocabolario non
prevede la parole “padre“. Nella loro comunità è sconosciuta la gelosia, la violenza sessuale e l’omicidio. Sono
una società pacifica e democratica.

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